Anomalie e conflittualità

crucipuzzleQuando guardi i tabelloni delle parole crittografate o dei crucipuzzle ti sembrano uniformi, una ripetizione continua di numeri o lettere che si somigliano tutte. Invece la velocità di risolverle è inversamente proporzionale alla capacità di individuare blocchi differenti di numeri o lettere coerenti. È scorgere la vicinanza di numeri e lettere tra loro diverse, che messe in fila danno dei risultati coerenti, il metodo per affrontare l’esercizio. Ci impiegheresti giorni a risolverlo se ti mettessi a lavorare sulle somiglianze e non sulle differenze…
In questi ultimi mesi stanno emergendo sempre più approcci critici, diversi, al global dream dell’innovazione. Non penso sia completa responsabilità dell’effetto “palla di vetro”, potenziato dai nuovi algoritmi dei principali social network e motori di ricerca che mettono in evidenza le informazioni che sanno “piacerti”. Stiamo piuttosto assistendo ad una fase di allineamento tra pratiche e discorsi che mettono in discussione il presente.
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Innovazione. Il ‘quando’ e il ‘con chi’ contano eccome!

XVenerdì scorso mi ha contattato via Facebook una vecchia conoscenza incrociata tra il 2006 e il 2008 in uno dei tanti progetti che all’epoca avevamo lanciato con Sumo. Il suo messaggio mi ha fatto ricordare che l’iniziativa in questione era sul rapporto tra nuove tecnologie, culture open source e associazionismo non profit. Buffo, proprio in questi giorni sto lavorando con il m.a.c.lab all’organizzazione di una sessione del Workshop sull’Impresa Sociale 2014 su Nuove tecnologie per l’impatto sociale: come ridisegnano i servizi. Oggi il tema è assolutamente mainstream e al centro del dibattito internazionale sul futuro dell’impresa sociale. Sette anni fa, invece, avvicinammo quel filone di lavoro con spontaneità e spregiudicatezza e dopo poco meno di due anni lo abbandonammo perchè non riuscimmo ad individuare uno sbocco economico in grado di sostenere il nostro impegno. Continue reading

L’innovazione è seducente

openinnovationOrmai è passato un anno da quando ho iniziato a lavorare sul concetto-fenomeno ‘innovazione sociale’ e mano a mano che studiavo i sistemi che la producono, sempre più marcatamente ‘social’, è diventato un ragionamento più ampio sull’innovazione, che a sua volta è sempre più sociale.
Non sono mancate le occasioni per addentrarmi nel sistema dell’innovazione e scoprirne le ombre dietro quelle sfavillanti luci che il discorso mainstream ci propone. Sono sempre più convinto che noi oggi viviamo in una società ‘messa all’innovazione’ e non più solo al lavoro. Non è più sufficiente lavorare. L’imperativo è innovare ed è solo questa capacità che pare garantirci buone occasioni occupazionali. Al tempo stesso l’innovazione non pare liberare capitale cognitivo, che anzi viene (auto)sfruttato in attesa di qualche ‘fund’ che se ne appropri solo quando gli esiti dell’investimento sono pressochè certi. Continue reading