It’s the co-op! Le cooperative hanno bisogno della sharing economy o la sharing economy ha bisogno della cooperazione?

232928576_92113d574d_z Circa un anno fa in Italia il discorso sulla sharing economy si è agganciato al discorso sulla social innovation (CheFuturo tag “sharing economy”) e in meno di un anno è diventato mediaticamente prevalente rispetto a quest’ultimo. Pochi mesi prima The Economist ne sanciva a livello internazionale la rilevanza economica e politica (The rise of the sharing economy). Pochi mesi dopo sempre The Economist ha rafforzato ancora di più quel discorso con un articolo sulle piattaforme (Platforms. Something to stand on).
Da quel momento in poi in Italia l’accelerazione del discorso sulla sharing economy è stata impressionante. La diffusione di piattaforme globali come Uber, BlaBlaCar, Airbnb,… e il lancio di molte startup che tentano a disintermediare il rapporto tra domanda e offerta di beni e servizi hanno reso ancora più importante il tema. Continue reading

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Contro il pitch

elevator-pitchFestival, workshop, aperitivi, food-event, conferenze, presentazioni,,… sono alcuni dei format che caratterizzano i tantissimi eventi che negli ultimi 12 mesi hanno messo al centro del discorso pubblico i fenomeni dell’innovazione sociale e culturale, guardandoli soprattutto dal lato delle pratiche, dei fatti e delle esperienze.
Ad esclusione dei generativi momenti informali, la quasi totalità di questi eventi ha in comune il pitch quale strumento di relazione principale tra partecipanti, relatori, organizzatori e rete. Funziona splendidamente: la sintesi pro-cura i contenuti per i circuiti social e la retorica incolla l’attenzione delle platee. Ma quale funzione esercita realmente? Continue reading

Attivismo e impresa si incontrano al tempo degli ibridi

attivismoIn questi ultimi 30 giorni ho contato almeno 15 post di importanti testate – del livello dell’Harvard Biz Review e del The Guardian – nei quali si mette in luce un capitalismo sempre più attento all’impatto sociale, soprattutto grazie alla sensibilità dei più giovani. La tecnica con cui questa tendenza viene enfatizzata è sempre la stessa: ci presentano le storie di aziende e imprenditori illuminati che diventano i rappresentanti di una nuova generazione di ‘capitalisti buoni’. Come se davvero questa tendenza fosse recente… Soprattutto come se non fossero esistiti fin dalle origini della storia degli imprenditori e delle imprese attente anche ai bisogni dei meno fortunati.
Una notizia: si chiamava e continua a chiamarsi filantropia! Tuttalpiù possiamo chiamarla più furbescamente Corporate Social Responsibility. Lo ha ben ricordato David Burkus in Mixing Business and Social Good Is Not A New IdeaContinue reading