Anomalie e conflittualità

crucipuzzleQuando guardi i tabelloni delle parole crittografate o dei crucipuzzle ti sembrano uniformi, una ripetizione continua di numeri o lettere che si somigliano tutte. Invece la velocità di risolverle è inversamente proporzionale alla capacità di individuare blocchi differenti di numeri o lettere coerenti. È scorgere la vicinanza di numeri e lettere tra loro diverse, che messe in fila danno dei risultati coerenti, il metodo per affrontare l’esercizio. Ci impiegheresti giorni a risolverlo se ti mettessi a lavorare sulle somiglianze e non sulle differenze…
In questi ultimi mesi stanno emergendo sempre più approcci critici, diversi, al global dream dell’innovazione. Non penso sia completa responsabilità dell’effetto “palla di vetro”, potenziato dai nuovi algoritmi dei principali social network e motori di ricerca che mettono in evidenza le informazioni che sanno “piacerti”. Stiamo piuttosto assistendo ad una fase di allineamento tra pratiche e discorsi che mettono in discussione il presente.
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Il sole di questo strano autunno

4114500234_5b98b27a4f_zIn pochi giorni sono stati pubblicati in rete tre articoli che sono dei perfetti manifesti generazionali, e altrettanto perfette fotografie del presente.
I loro autori sono tutti giornalisti e questo non mi stupisce. E’ la loro cronaca quotidiana lo strumento per raccontare un presente immobilizzato dagli slogan che inneggiano alla grande trasformazione. Per di più sono giornalisti che hanno trasformato i rischi della multicommittenza in un’occasione per generare valore condiviso all’interno di pratiche culturali e imprenditoriali.
Arturo di Corinto (Critica alla sinistra che ha perso il treno dell’innovazione) tratteggia limpidamente e con abilità pittorica di sintesi la frattura tra la “classe in sè” dei lavoratori cognitivi e le organizzazioni storiche della sinistra.
Jacopo Tondelli (Gli stati generali dei vivi nell’Italia moribonda) convoca Gli Stati Generali dichiarando apertamente che “la partita finale la stiamo giocando e non ci saranno tempi supplementari, perché non possiamo buttare via altri venti anni, neanche dieci, neppure tre”.
Marco Liberatore (L’irragionevole speranza) rovescia il luogo comune che vede la speranza come un’ingenua forma di ottimismo e ce la restituisce nella sua dimensione di tensione trasformativa e sovversiva.
I tre autori rappresentano l’apice narrativo di una incredibile quantità di pratiche che da qualche tempo stanno attraversando il nostro Paese e raccontano con grande capacità autoriale i discorsi che si stanno producendo nel moltiplicarsi delle occasioni di incontro, scambio e collaborazione che reti nazionali stanno alimentando.
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Oltre lo specchio, imprese-piattaforma e comunità-impresa. Esperienze di innovazione sociale dirompente che innescano spazi di immaginario radicale e nuove forme di intrapresa.

infografica01 (scarica il full paper e guarda il video introduttivo) Abstract. Quelle che Addarii (2014) chiama “Open-Platform for Innovation” e quelle che Pais (2014) definisce “Aziende-piattaforma” sono delle organizzazioni del tutto peculiari che non si limitano a produrre beni o servizi ma originano processi innovativi di creazione di valore. Ma cosa accade quando queste organizzazioni si arricchiscono di una tensione ideale al cambiamento radicale in ambito sociale?
Dopo aver già evidenziato una forte connotazione retorica e una chiara fragilità teorica nella elaborazione contemporanea del concetto di Social Innovation (Busacca, 2013), in questo lavoro seguiremo uno stimolo proposto dal CEO di The Young Foundation, Simon Willlis (2013), e adotteremo un approccio critico per analizzare un particolare tipo di impresa: le imprese-piattaforma per l’Innovazione Sociale Dirompente. Continue reading

Rileggendo Basaglia…

franco_basaglia-claudio_erne-006_1 Complice l’uscita di un dolcissimo libro di Alberta Basaglia, “Le nuvole di Picasso“, ho riletto tutto d’un fiato “L’istituzione negata”. Tutto d’un fiato è chiaramente un eufemismo, perchè è uno di quei testi che richiede una lettura sempre attenta, capace com’è di offrirti nuovi spunti ad ogni ripartenza. Credo che questo avvenga perchè quella che racconta non è solo la storia della psichiatria italiana, è anche – forse soprattutto – una riflessione aperta e partecipata sulla relazione tra persone e istituzioni. Continue reading

Il conflitto alla base dell’innovazione sociale

 Il tema del conflitto è senza dubbio un concetto centrale nell’apparato conoscitivo delle scienze sociali contemporanee, tanto da essere utilizzato come una delle chiavi di lettura della fenomenologia sociale del nostro tempo. Nel Dizionario di socialogia Luciano Gallino lo definisce come “un tipo di interazione più o meno cosciente tra due o più soggetti individuali o collettivi, caratterizzata da una divergenza di scopi tale, in presenza di risorse troppo scarse perchè i soggetti possano conseguire detti scopi simultaneamente, da rendere oggettivamente necessario…il neutralizzare o deviare verso altri scopi o impedire l’azione altrui”.  Continue reading

Partiamo dalla fine

caccia 17-570X330PXEccoci al primo post.
Arriva subito dopo la pubblicazione sulla Rivista Impresa Sociale del “saggio” dal titolo “Oltre la retorica della social innovation” che puoi scaricare qui.
L’ho scritto sperando di contribuire ad aprire un dibattito sull’innovazione sociale. Lungi dal concentrarsi esclusivamente su elementi definitori – anche se una definizione, in parte inedita, c’è – punto sull’analisi della formazione della struttura concettuale dell’innovazione sociale, evidenziandone due elementi critici: l’astoricità e l’acriticità.
Inoltre, propongo di considerare la dimensione del conflitto come parte integrante dei processi di innovazione sociale, perché altrimenti il rischio è che si trasformi in un innoquo sistema di regolazione dello staus quo, perdendo quella vis trasformativa che nelle intenzioni di molti ricercatori – e soprattutto degli attivisti – rappresenta l’elemento centrale di senso dell’innovazione sociale. Idea che pare iniziare a maturare anche la Young Fondation, fondatrice e anima della scuola britannica della Social Innovation.
Buona Lettura!