Perchè penso che l’impresa sociale debba aprire un confronto con quella tecnologica… urgentemente!

droidQuanti hanno nelle loro tasche uno smartphone? Quanti nelle ultime ore hanno utilizzato un device connesso alla rete? Hanno interagito online con una app o una community? Nell’ultimo anno hanno speso del denaro per acquistare prodotti tecnologici? Hanno installato nelle proprie case dispositivi per la domotica o il risparmio energetico? Continue reading

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Indagare l’innovazione sociale nelle sue prassi e comprenderne gli impatti sugli individui

glassesiconTra agosto 2013 ed oggi ho letto e riletto centinaia di documenti (‘temo’ ormai siano qualche migliaio) contenenti le parole innovazione sociale, scritte così, in sequenza, spesso con l’iniziale maiuscola. Documenti attuali, contemporanei e moderni, risalendo per ora fino al 1858. Il mio intento non è stato quello di costruire una storia dell’Innovazione Sociale, se no saremmo dovuti ritornare indietro fino ad Adamo ed Eva o chi per loro, ma una storia dell’innovazione nelle pratiche sociali. Il suo continuo e ondulatorio riproporsi in occasione di ognuna delle ultime grandi trasformazioni sociali del mondo occidentale ce la restituisce come un fenomeno connaturato agli esseri umani quale corpo sociale e si ripresenta incessantemente come causa ed effetto, simultaneamente, di altri processi. Continue reading

Innovazione. Il ‘quando’ e il ‘con chi’ contano eccome!

XVenerdì scorso mi ha contattato via Facebook una vecchia conoscenza incrociata tra il 2006 e il 2008 in uno dei tanti progetti che all’epoca avevamo lanciato con Sumo. Il suo messaggio mi ha fatto ricordare che l’iniziativa in questione era sul rapporto tra nuove tecnologie, culture open source e associazionismo non profit. Buffo, proprio in questi giorni sto lavorando con il m.a.c.lab all’organizzazione di una sessione del Workshop sull’Impresa Sociale 2014 su Nuove tecnologie per l’impatto sociale: come ridisegnano i servizi. Oggi il tema è assolutamente mainstream e al centro del dibattito internazionale sul futuro dell’impresa sociale. Sette anni fa, invece, avvicinammo quel filone di lavoro con spontaneità e spregiudicatezza e dopo poco meno di due anni lo abbandonammo perchè non riuscimmo ad individuare uno sbocco economico in grado di sostenere il nostro impegno. Continue reading

Arte, marginalità e disabilità: i nuovi confini del welfare

10505272_10152525073509663_4902609678813280223_nIl 7 luglio è stata una di quelle occasioni che non capitano troppo spesso, purtroppo. Invitato all’interno di un festival di arte contemporanea (Pulsart) a discutere di welfare, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con illustri relatori su quel confine talmente intangibile da essere inesistente che separa il sociale dal culturale. Ritengo che il tema sia di grande attualità per tutti quelli che si occupano di design dei servizi ma più in generale per gli ancora più numerosi operatori sociali e culturali che cercano di ridefinire il proprio ambiente (e mercato) di riferimento. Continue reading

L’innovazione è seducente

openinnovationOrmai è passato un anno da quando ho iniziato a lavorare sul concetto-fenomeno ‘innovazione sociale’ e mano a mano che studiavo i sistemi che la producono, sempre più marcatamente ‘social’, è diventato un ragionamento più ampio sull’innovazione, che a sua volta è sempre più sociale.
Non sono mancate le occasioni per addentrarmi nel sistema dell’innovazione e scoprirne le ombre dietro quelle sfavillanti luci che il discorso mainstream ci propone. Sono sempre più convinto che noi oggi viviamo in una società ‘messa all’innovazione’ e non più solo al lavoro. Non è più sufficiente lavorare. L’imperativo è innovare ed è solo questa capacità che pare garantirci buone occasioni occupazionali. Al tempo stesso l’innovazione non pare liberare capitale cognitivo, che anzi viene (auto)sfruttato in attesa di qualche ‘fund’ che se ne appropri solo quando gli esiti dell’investimento sono pressochè certi. Continue reading

A Venezia “emergeranno nuove specie come i mammiferi dopo i dinosauri”?

1395190_794536110579794_6564610027671047600_nVenezia, Mose, tangenti, concussione, finanziamento illecito ai partiti, arresti,… credo sia chiaro a tutti a cosa mi riferisco. Venezia, ennesimo punto sulla mappa del malaffare? Per chi come me vive e lavora in questa città è impossibile esimersi dal dibattito continuo sulla vicenda. Quindi per una volta questo blog non tratterà di innovazione sociale (anche se non è del tutto vero)…
Anche se l’evidenza empirica pare confermare la loro tesi, mi lasciano sempre perplesso quanti argomentano di non essere minimamente stupiti dalla vicenda perchè rappresenta la normalità di un sistema che crea un collegamento diretto e costante tra opere pubbliche e illegalità (una amico su whatsapp l’ha addirittura chiamato “Italian Job”…). Continuo a pensare che parlare di “sistema” apra ad una deriva assolutoria prodotta da una morale ampiamente condivisa. Continue reading

Oltre lo specchio, imprese-piattaforma e comunità-impresa. Esperienze di innovazione sociale dirompente che innescano spazi di immaginario radicale e nuove forme di intrapresa.

infografica01 (scarica il full paper e guarda il video introduttivo) Abstract. Quelle che Addarii (2014) chiama “Open-Platform for Innovation” e quelle che Pais (2014) definisce “Aziende-piattaforma” sono delle organizzazioni del tutto peculiari che non si limitano a produrre beni o servizi ma originano processi innovativi di creazione di valore. Ma cosa accade quando queste organizzazioni si arricchiscono di una tensione ideale al cambiamento radicale in ambito sociale?
Dopo aver già evidenziato una forte connotazione retorica e una chiara fragilità teorica nella elaborazione contemporanea del concetto di Social Innovation (Busacca, 2013), in questo lavoro seguiremo uno stimolo proposto dal CEO di The Young Foundation, Simon Willlis (2013), e adotteremo un approccio critico per analizzare un particolare tipo di impresa: le imprese-piattaforma per l’Innovazione Sociale Dirompente. Continue reading