A Venezia “emergeranno nuove specie come i mammiferi dopo i dinosauri”?

1395190_794536110579794_6564610027671047600_nVenezia, Mose, tangenti, concussione, finanziamento illecito ai partiti, arresti,… credo sia chiaro a tutti a cosa mi riferisco. Venezia, ennesimo punto sulla mappa del malaffare? Per chi come me vive e lavora in questa città è impossibile esimersi dal dibattito continuo sulla vicenda. Quindi per una volta questo blog non tratterà di innovazione sociale (anche se non è del tutto vero)…
Anche se l’evidenza empirica pare confermare la loro tesi, mi lasciano sempre perplesso quanti argomentano di non essere minimamente stupiti dalla vicenda perchè rappresenta la normalità di un sistema che crea un collegamento diretto e costante tra opere pubbliche e illegalità (una amico su whatsapp l’ha addirittura chiamato “Italian Job”…). Continuo a pensare che parlare di “sistema” apra ad una deriva assolutoria prodotta da una morale ampiamente condivisa. Sistema un cazzo! per usare un elegante giro di parole. Qui come nel passato siamo di fronte ad una storia fatta di persone che hanno deciso (!) di assumere comportamenti e atteggiamenti che altre milioni di persone ritengono intollerabili. Siamo di fronte a persone che hanno deciso di esercitare le loro relazioni di potere dandogli una forma che la morale e la legge classificano come illegittime. I sistemi non si creano casualmente ma sono storicamente il frutto delle relazioni di potere tra quanti hanno le possibilità e le capacità per dare loro una forma determinata, scelta.
La soluzione, allora, potrebbe apparire semplice e mi aspetto che da molte parti arrivi la proposta di sostituire i protagonisti colpevoli con nuovi attori.
Questa mattina, con la capacità di metafora che lo contraddistingue sempre, Flaviano Zandonai mi ha ricordato che “emergeranno nuove specie come i mammiferi dopo i dinosauri”.
Possibile! Quello che mi preoccupa però è che questa nuova specie non ricalchi le orme della precedente. Pensateci, la nuova specie c’è già e ha già dato le prime spallate alla vecchia. Il tema del cambiamento e del ricambio generazionale nello spazio della politica sono all’ordine del giorno e rimbalzano quotidianamente da un talk-show all’altro. Il problema è che questa ‘nuova leva’ non è cresciuta in un mondo parallelo a quello dei “dinosauri”, dai quali anzi è stata allevata a suon di politica come tattica, opportunità come vantaggio, economia come matematica, sociale come costo…
Sarebbe retorico, e forse anche un po’ ingenuo, sostenere che i nuovi venuti garantiranno un cambiamento positivo in quanto tali, da qualsiasi parte politica sia la loro provenienza. Certo potrebbero, ma potrebbero anche portarci ancora più a fondo.
Quindi tutto è perduto? No, anzi. Se si dovesse estinguere qualche dinosauro aumenterà lo spazio per un paio di mammiferi e a loro sarà offerta la possibilità di costruire un altro presente e dato che penso che la sociodiversità sia una ricchezza questo mi fa certamente piacere. Solo che ritengo indispensabile accompagnare questo passaggio da un po’ di archeologia del passato e, soprattutto, del presente. Ricostruire le storie, le vicende, i successi, le sconfitte, le rivalità, le alleanze,… significa prima di tutto dotare quei mammiferi di un bagaglio di strumenti, saperi ed esperienze che permetteranno loro di affrontare il futuro in modo consapevole e coerente. Lo trovo il solo modo possibile per permettere loro di affrontare con piena coscienza il ruolo, prima di tutto etico e morale, che la partecipazione politica impone.
Perchè, come gli artigiani, se “vogliono essere innovatori devono saper leggere le lenti del tempo, mantenere intatta la tradizione ma votarsi all’innovazione“.

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