Hackerare la Pubblica Amministrazione

bus-social-innovation-mind-map (Da un’idea arrivata durante un viaggio in bus!) Negli ultimi 12 mesi mi sono sempre più convinto di essere di fronte ad una fase di cambiamento epocale nel rapporto tra dimensione individuale e collettiva. Le condizioni in cui versa il Paese ci impongono un ripensamento profondo dei modelli di partecipazione e gestione della “Cosa Pubblica”. Il mio lavoro nella cooperazione sociale veneziana mi mette quotidianamente di fronte a problemi emergenti e di complessità crescente. I temi dell’occupazione, della partecipazione civica, dell’innovazione, del benessere e dell’educazione, solo per citare quelli a me più vicini, non si affrontano più con i programmi operativi tradizionali, che sono diventati starati rispetto all’evoluzione dei fenomeni. Il lavoro di ricerca iniziato con l’Università di Ca’ Foscari Venezia mi ha permesso di cogliere alcuni nessi profondi tra i fenomeni e le parole chiave che stanno emergendo e di approfondirli nel dibattito internazionale e non solo nazionale. Due elementi mi stanno particolarmente a cuore: uno, il fiorire di una pericolosa retorica attorno a parole e concetti estremamente trendy – social innovation, coworking, makers, start-up, sharing economy, resilienza, rigenerazione urbana,… sono parole che vengono maneggiate con molta poca cura e se ne tralascia spesso il loro tragitto storico e geografico, trasformandole più in driver di comunicazione mediatico-politica che in driver di sviluppo; due, l’incapacità della Pubblica Amministrazione di stare al passo con un tempo in cui le cose avvengono in modo terrificantemente veloce – sempre più spesso, nel tempo di cui la PA ha bisogno per rispondere alle sollecitazioni che arrivano dalla società, i temi sono già cambiati o hanno trovato una nuova declinazione che rende obsolete le azioni pubbliche prima ancora che siano messe in campo e ci fa perdere dei treni preziosi per rilenciare l’economia e la società italiane. Eppure è chiaro a tutti che solo la PA ha in mano le leve necessarie a dotare il sistema di nuove regole. Aspettando che lo faccia non ci resta che trasgredire alle regole attuali per produrre cambiamento; che far prevalere la società costituente su quella costituita, assumendocene oneri e onori. Ma questo non può bastare. Non possiamo accontentarci di creare un piccolo mondo privato gestito secondo regole solo nostre. Il rischio barbarie è dietro l’angolo. Dobbiamo invece assumerci la responsabilità di farle cambiare quelle regole; dicondividere percorsi e scelte. Ma con questa PA è veramente difficile, quasi impossibile. Se però iniziamo a rovesciare la prospettiva e immaginiamo la PA non più come vincolo o ostacolo ma come risorsa, come strumento, ecco che allora diventa possibile. Questa mattina ero in bus diretto verso Venezia e stavo osservando con curiosità il montacarichi mentre aiutava un passeggero disabile a salire. Ero scioccato dalla lentezza e dall’inefficienza. Lontano dal marciapiede non funzionava; vicino si incastrava; alla giusta distanza ci ha messo quasi 10 minuti a far salire il passeggero (ed io ero ovviamente in ritardo!). Ho iniziato a pensare a come lo avrei modificato per renderlo più flessibile e veloce e mentre lo facevo mi è venuta l’idea che fosse una metafora perfetta per la mia riflessione sulla Pubblica Amministrazione. Va smontata pezzo per pezzo, partendo da quelli più esterni che sono gli Enti Locali, per poi ricostruirla. Tradotto, dobbiamo hackerarla! Siamo in molti ad avere gli strumenti e le conoscenze per farlo ma, prendendo ad esempio le grandi operazioni di pirateria informatica, dobbiamo farlo in modo cooperativo e collaborativo. Suona familiare? a me si e rimete al centro di questa proposta tutto il tema dell’economia collaborativa: costruire conoscenza, riformulare il lessico, condividere linguaggi, co-progettare scenari. E sono convinto che questo lavoro lo debba lanciare un nuovo asse tra gli innovatori sociali e quelli tecnologici.

Licenza Creative Commons
Hackerare la Pubblica Amministrazione diMaurizio Busacca è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://mauriziobusacca.wordpress.com/2013/12/11/hackerare-la-pubblica-amministrazione/.

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